Capolavoro: Un’altra donna

 

“i ricordi sono qualcosa che hai perduto o qualcosa che hai trovato?”

C’è una significativa e affascinante costante in molte opere di Allen: la figura femminile

Nel ’88 Woody realizza il terzo capitolo di quella che per molta critica è la trilogia bergmaniana (“Interiors” ’78 e “September” ’87 le altre opere). “Un’Altra Donna” è il complesso quadro di una donna che ha ormai passato i cinquant’anni.
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Film perfetto, l’ho visto domenica mattina (meg mi sei mancata).
Consigliato a chiunque debba ancora compiere 50 anni.

Woody ama le donne, adora il loro essere sempre in bilico tra la logica e l’irrazionalità, il cuore e la ragione; nei suoi film a volte sono fragili, intellettuali, simpatiche o odiose, ma il loro è un universo bellissimo e il regista, con quel suo occhio quasi mai distaccato e realmente obiettivo, dipinge spesso ritratti indimenticabili dell’altro sesso.

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2 pensieri riguardo “Capolavoro: Un’altra donna

  1. ma che bella recensione!cmq un filmetto insieme porca la miseria dobbiamo vedercelo eh!!!intanto comincio a vedermi quelli che ti ho passato…. e penserò a te 😉

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