Really could happen: Blur @ Hyde Park 2012

Ci sono recensioni in rete “necessarie”, questa è una di quelle.

http://borntobeadancer.wordpress.com/

…… Potrei riassumervi tutto questo dicendovi che vi siete persi un concerto stupendo, un’esperienza di vita, oppure: non potete nemmeno immaginare i continui sing-along strappa-lacrime su “Tender”; la magia di “Out of Time”, grazie ai suoni regalati da Khyam Allami; la commozione su “Under the Westway” (live è un pezzone) e “No Distance Left to Run”; le risate nel vedere il comico inglese Harry Enfield travestito da Tea Lady, o l’entusiasmo di Phil Daniels su “Parklife”; i riferimenti a Londra con “Jubilee” e “London Loves”; il delirio collettivo su “Song 2″; la sorpresa di sentire “Young & Lovely” e “Caramel”; l’emozione indescrivibile di cantare a squarciagola, in continuo crescendo, “The Universal”.

E a fine concerto sentire le farfalle nello stomaco, avere gli occhi lucidi e continuare a cantare in coro IN METRO: “Oh my baby Oh why, oh my”.
E ancora adesso ho quella sensazione di aver immaginato tutto, di non essere stata lì per davvero e di aspettarmi da qualcuno: “guarda Tere che ti sei svegliata ora dal coma e il tuo era solo un sogno”; ma poi riguardo foto e video e rileggo quello che ho scritto subito dopo il concerto e mi viene da pensare che, forse, ho vissuto i Blur per davvero.

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