Andrea s’è perso (e non sa tornare)

papaveri rossi

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L’ultima volta che l’ho visto Andrea girellava di notte per il paese, più spettinato e infelice che mai.

Andrea compariva e scompariva spesso dalle vie del borgo. Da ragazzini, ci veniva a trovare fuori dalle finestre delle scuole medie. Ripeteva il teorema di Pitagora a memoria, ci sorrideva volentieri, e scambiava giornaletti e braccialetti con le bambine. Qualche bulletto lo prendeva in giro (a una certa età si è scemi per legge). Mai cose troppo serie, perché gli si voleva bene. E finivano per far pace, fin tanto che era di buon umore. Era contento della compagnia dei ragazzini, perché era il più ragazzino di noi.

Qualche mese fa, un sabato sera, di rientro da una serata con gli amici, ci imbattiamo in una scena spiacevole. Davanti alla biblioteca, una macchina di cretini frena all’improvviso a pochi centimetri da lui per spaventarlo, prima, e prenderlo in giro poi. Musica a…

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