Keith Jarrett abbandona il concerto di Parigi (4/7/2014)

Ho fatto un viaggio lungo per andarlo a vedere. La sala Pleyel è stracolma . Il mitico Keith è accolto da ovazioni non appena entrato. L’attacco è carico di energia, ma cominciano subito i primi attacchi di tosse da svariate parti del pubblico. Si capisce subito la piega che prenderà il concerto,Jarrett si ferma più volte rivolgendosi alla platea quasi infastidito. Come se volesse sottolineare che sta dando tanto per rendere la serata unica, ma che i continui colpi di tosse distruggono la sua concentrazione, e di conseguenza la musica che sta creando. Si dirà che è lì per suonare, ma questa è solo una parte della verità. Il primo set si chiude con due pezzi che definire “meravigliosi” è dir poco. Il genio è lì, immobile nella ricerca continua che lo contraddistingue ad ogni concerto.

Il secondo set sarà diverso, i continui rumori renderanno la sua musica meno limpida. Poi il finale inevitabile. Su uno dei pezzi più grandiosi della serata si alza dal pubblico uno dei più grandiosi colpi di tosse mai sentiti nella mia esperienza live.
Jarrett si blocca e discute con lo spettatore. Esce dal palco e interrompe il concerto. Non bastano 20 minuti di applausi per farlo tornare. Lui si affaccia sul palco è annuncia: “la musica è finita”. Bordate di fischi. Parigi, forse, non lo merita (ai lettori l’ardua sentenza di questo finale).

Qui la recensione su Le monde

 

 

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