Recensione “Solo gli amanti sopravvivono” (“Only lovers left alive”, 2013)

Una vita da cinefilo

Seppur cambiando totalmente stile e genere rispetto ad altri titoli della sua filmografia, Jim Jarmusch continua a suo modo a raccontare storie di outsiders, di individui ai confini della società: stavolta i suoi protagonisti sono dei vampiri e, seppur l’iconografia vampiresca è ormai satura di ogni genere di racconto e sfumatura, il talento di Jarmusch riesce ad aggiungere spunti originali e senza dubbio affascinanti ad un immaginario già di per sé ricco di suggestioni. I vampiri di Jarmusch sono creature eleganti, raffinate, appassionate di musica o di letteratura. Ormai da secoli hanno a che fare con gli esseri umani, e come fini critici comprendono molto meglio di essi i limiti e i difetti dell’uomo. Per questo motivo hanno deciso di esiliarsi ai bordi della società, intrattenendo con gli umani il minimo rapporto indispensabile, non potendo neanche più sfruttare il sangue di “prima mano”, infetto, malato, contaminato dall’evoluzione e dall’autodistruzione dell’uomo…

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2 pensieri riguardo “Recensione “Solo gli amanti sopravvivono” (“Only lovers left alive”, 2013)

  1. Forse non è sufficientemente sottolineato quanto sia serrato e incalzante il ritmo dell’opera in questione; ci sarebbe bisogno di un tuo commento personale in merito…

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