E’ morto Lucio Dalla (la redazione del blog è triste)

La musica perde uno dei più grandi autori e interpreti della canzone italiana. Lo inizia ad ascoltare ed amare con questo brano, su un vecchio vinile che girava nella mia cameretta. Era un genio che sul palco sapeva sempre come sorprendere e regalare sorrisi.
Un suo rammarico fu quando propose a Battisti un live che accompagnasse il disco “i due Luci”. Non se ne fece niente, e Battisti spiegò che non era interessato al progetto. I due “Luci” ci mancheranno.

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Dente e Lucio Battisti

“…Lucio Battisti, cui è stato paragonato, è il suo faro. All’ ingresso della sua casa di Milano ha appesa la gigantografia della copertina di «La batteria, il contrabbasso, eccetera»: «Sono un amante di Battisti», premette. Che però non era un cantautore. I testi di quell’ epoca erano di Mogol: «Quelli li trovo arretrati, indietro coi tempi. Un modo di scrivere aulico che forse era forte allora, ma che poi ha fatto danni. Ha fatto credere a tutti che una canzone debba essere come una poesia, invece è una canzone e basta”
http://archiviostorico.corriere.it/

dente

Giulia non esce la sera

Ci sono film che ti riconciliano col cinema italiano. Questo è uno di quelli. Un film vivo, ricco di spunti interessanti. Al di là della straordinaria prova degli attori, la regia è perfetta e mai banale (stupendo l’abbraccio tra i protagonisti fuori dal carcere). Avevo paura che fosse il solito film fighetto con attori di richiamo. Invece personalmente l’ho trovato molto bello.
Sui titoli di coda il pezzo dei Baustelle “Piangi Roma” dove una strofa recita: “mi manchi tu / i tuoi lp / Battisti e Mina”
Devo dire altro?


TRAMA
Guido è uno scrittore di successo, con il suo ultimo libro è entrato nella cinquina dei finalisti di un prestigioso premio letterario. Mentre è alle prese con gli impegni che la candidatura del suo romanzo comporta, inizia a frequentare una piscina e decide di imparare a nuotare, realizzando così un desiderio che coltivava da tempo. Lì incontra Giulia, una donna molto affascinante, soprattutto quando è nel suo elemento: l’acqua. Tra Guido e Giulia nasce una relazione che da subito però rivela delle zone d’ombra. Perché Giulia nasconde un segreto, e un passato misterioso.

Perché vederlo
Per ridare fiducia a un cinema italiano che non si piega alla furbizia di quello più commerciale e ha il coraggio di raccontare personaggi scomodi e storie in grado di far ‘lavorare’ la mente e il cuore.

Lucio Battisti, la pace

Dieci anni fa, il 9 settembre del 1998 moriva Lucio Battisti il più grande interprete della musica leggera italiana.
Qui il video e il testo di un inedito (mai cantato). La musica è soave.

La pace

Cosa faccio? Io godo.
Me la godo la pace.
E questa è una parola che non si può dire con due.
E me la godo la pace.
L’indicibile che non è dipingibile né descrivibile.
Mi godo te che me lo senti dire.

E illustri astrattamente copertine per questa mia illegibile macchinazione.
Fammi gli intrecci,
non è un invocazione.
Fammi che è vivo,
e tu nascosto da una pianta t’accosti dannoso.
Fammi che è notte,
o la zona più boscosa che riesci all’istante ad allestire.
Fammi il fruscio con la bocca,
col punto più strisciante del tuo corpo.
Fatti allarmante,
fa tremare come un lampadario minuzioso tutto il circondario da questo verde cupo a qualcosa di nevoso lontanissimo.
Fatti stridente,
in quel modo che sospendi a fili tesissimi a denti sensibili.
Fammi dire: “non farlo”, “ma fallo”.
Fatti luccicante,
e parla d’abile del tuo batter d’occhio su uno specchio d’acciaio.

E chiedimi cosa faccio.
Mi godo la pace.
Te lo ripeto: io godo.
E tu non puoi farci niente.
Mi godo la pace seguente,
ossia te che me lo senti dire.

E per un momento taci.
Mi fai sentire lo scollamento delle labbra,
dalle guance alle gengive,
come quando dici: “ma”.
Mi fai sentire la tua acca muta.
Mi fai sentire che non sia che dire.
Mi fai godere la pace sovrumana,
che in una parola non si può dire.