Birdman contro Broadway (la più bella recensione del film vincitore dell’Oscar)

Ovvero come volare senza superpoteri
Luigi Bonfante

Come sanno bene gli sceneggiatori di Hollywood, ogni storia che si rispetti racconta il viaggio di un eroe che lascia il suo mondo per andare in un mondo a lui estraneo, dove è un pesce fuor d’acqua e deve affrontare ardue prove che mettono a rischio la sua vita. L’eroe di Birdman, il film di Alejandro Iñárritu che ha ottenuto ben nove nomination agli Oscar 2015, è un attore perseguitato dal suo personaggio cinematografico – Birdman, celebre supereroe dei fumetti – che cerca disperatamente di ridare un senso alla sua carriera artistica in declino e alla sua vita personale allo sbando rischiando tutto, soldi e faccia, per mettere in scena una raffinata opera teatrale a Broadway, tratta dal capolavoro di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo di amore.

Si poteva ricavarne un dramma psicologico, con o senza lieto fine, ma comunque molto esistenzialista e antispettacolare; oppure una commedia brillante, magari un’arguta satira che contrapponga l’elitismo newyorkese di Broadway al populismo losangelino di Hollywood. Iñàrritu ne tira fuori invece un affascinante ibrido che non solo fonde assieme satira e dramma, ma amalgama in modo spettacolare e profondo, tanti temi dialetticamente contrapposti: teatro e cinema, uomo e personaggio, realtà e finzione, arte e spettacolo. Il nostro eroe, Riggan Thomson (interpretato da un sorprendente Michael Keaton, che porta in dote anche l’ombra del suo “vero” Batman) vuole dunque passare dal mondo dello show business a quello dell’arte e scopre che tra Hollywood e Broadway c’è una segregazione ancora più rigida di quella tra i viaggiatori di prima e terza classe del Titanic, ma rovesciata: è il ricco e famoso a essere il reietto, perché considerato un attore incapace e ignorante, adoratore dell’audience e del denaro, indegno di far parte del mondo della vera arte. E con una difficoltà aggiuntiva: non può nemmeno camuffarsi cambiando d’abito, e per tutto il film dovrà lottare per togliersi di dosso – non solo metaforicamente – il suo alterego con superpoteri, l’ombra fin troppo concreta e ossessiva di Birdman.
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Perchè “BIRDMAN” DI ALEJANDRO INARRITU vincerà l’Oscar

“E’ un gran bel film, avvolgente e complesso, Birdman di Alejandro Gonzáles Iñárritu, che dopo aver gloriosamente inaugurato la Mostra del Cinema di Venezia in grande stile, ha dimostrato, con i suoi due Golden Globe vinti, protagonista e sceneggiatura, e le sue nove nominations agli Oscar (miglior film, regia, protagonisti, non protagonisti, sceneggiatura, fotografia, ecc.), che il colpaccio di Gravity di Alfonso Cuaron e dei suoi Oscar dell’anno scorso potrebbe essere replicabile.”

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Gli scarti della “Grande Bellezza” nasce un corto d’autore

Piero Messina, assistente alla regia di Paolo Sorrentino, ha realizzato un corto con le immagini mai montate nel film premio Oscar. Il lavoro, al quale presta la voce lo stesso Sorrentino, è stato commissionato da Giorgio…

sul videocorriere

Gli Oscar di Amolanoia

Miglior film
The Wolf of Wall Street

Miglior attrice protagonista
Amy Adams – American Hustle

Miglior attore protagonista
Leonardo DiCaprio – The wolf of wall street

Miglior regista
Alfonso Cuaron – Gravity

Miglior sceneggiatura originale
Dallas Buyers Club

Miglior sceneggiatura non originale
The wolf of Wall Street

Miglior film straniero
Il sospetto